Ospedale di Amelia, M5S: "Il nodo è politico, non economico"

sanità| 3' di lettura 31/07/2020 - Martedì sera abbiamo assistito ad un goffo tentativo di rimescolare le carte sull'Ospedale di Amelia. E poche ore dopo all'ennesima passerella dell'assessore regionale alla Sanità, Luca Coletto, stavolta ad Orvieto , dove anche lì ha promesso il nuovo ospedale. La stessa scena vista poche settimane prima a Terni.

Mentre non è dato sapere ancora la Giunta che intenzioni abbia in merito al piano sanitario regionale e nessuno abbia smentito le voci di azienda ospedaliera unica e azienda sanitaria unica. Ad Amelia, in assenza dell'assessore competente e della presidente Tesei, è toccato alla consigliera Eleonora Pace e al commissario straordinario dell'Usl Umbria 2, Massimo De Fino, promettere da una parte la costruzione del nuovo ospedale e al tempo stesso rimandarla sine die con la motivazione del problema economico. Insomma un'operazione in pieno stile "ancien regime" dove cambiando gli ordini degli attori il risultato non cambia: ennesima presa in giro e negazione dei diritti per i cittadini di questa parte dell'Umbria. Ancor più grave che tale operazione venga portata avanti insieme ad un ulteriore smantellamento dei servizi dell'attuale (ex) ospedale: vedi il punto di primo soccorso e non solo.

L'attuale tesi che la giunta vorrebbe far passare è che il piano finanziario scritto nel Protocollo d'intesa per la costruzione del nuovo ospedale si fonda essenzialmente su tre gambe: il finanziamento statale di circa 18 milioni di euro, il ricorso ad un mutuo dell'Usl Umbria 2 di circa 20 milioni, possibile ma gravoso per le casse dell'azienda, e una fittizia terza gamba derivante dalla vendita dei terreni della stessa Usl attraverso cui ricavare l'incredibile cifra di 20 milioni per il cofinanziamento del nosocomio. Cosa fuor di dubbio impossibile, tanto più in questo momento. Questa tesi però, rilanciata anche dal commissario De Fino, è stata goffamente smentita anche dalla consigliera Pace, corsa in aiuto con la lettura testuale, forse per la prima volta, del Protocollo d'intesa. Dove non si fa menzione della sopracitata ripartizione di cifre (20+20) ma si parla di 39 milioni di euro circa che l'Usl dovrà prendere tramite ricorso a mutuo bancario, provvedendo contestualmente alla vendita dei propri beni che serviranno al cofinanziamento del nuovo ospedale, con corrispondente rinegoziazione del contratto di mutuo. L'ennesima goffa interpretazione dei fatti che i documenti ufficiali sembrano smentire.

Il nodo quindi non è economico, come hanno tentato di farci credere, ma politico. La Usl è tecnicamente il soggetto con la capacità di indebitamento, in grado di prendere il finanziamento. Il ripiano del mutuo, il cui costo potrebbe essere abbattuto anche grazie alla vendita dei beni dell'Usl, potrebbe essere sostenuto in parte dalla Regione stessa, investendo una parte infinitesimale di quel bilancio della sanità che muove circa 1,3 miliardi di euro l'anno. Come è stato fatto per tutti gli ospedali della provincia di Perugia, ristrutturati o costruiti ex novo con la spesa di centinaia di milioni di euro. L'Ospedale di Narni-Amelia potrebbe così tornare ad essere attrattivo per pazienti anche fuori regione e per i medici che progressivamente negli anni lo hanno abbandonato. Un'occasione unica e irripetibile per il miglioramento della sanità del territorio.

Thomas De Luca M5S Umbria
Romano Banella, Gianfranco Chieruzzi M5S Amelia
Luca Tramini M5S Narni






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 31-07-2020 alle 11:21 sul giornale del 01 agosto 2020 - 183 letture

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